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Carta Dei Servizi


La Mission

Il Centro Antiviolenza  denominato Telefono Rosa di Treviso, è una associazione di donne, senza fini di lucro, che ha iniziato la sua attività nel 1988 per aiutare e sostenere le donne vittime di violenze, abusi e maltrattamenti. L’impegno prioritario è quello di contrastare ogni forma di violenza di genere promuovere attività sul territorio, finalizzate a favorire il cambiamento culturale e a sensibilizzare la comunità nella conoscenza e prevenzione del fenomeno della violenza sulle donne e sui bambini. L’associazione è regolarmente iscritta all’Albo delle Associazione della Regione Veneto e all’Anagrafe Onlus dell’Agenzia delle Entrate. Fa parte del Tavolo Tecnico Permanente contro la violenza della Prefettura di Treviso. E’, inoltre, presente con una sua rappresentante nelle Commissione Comunale di Treviso per le Pari Opportunità e in quella della Provincia e nella Consulta Femminile del Comune di Treviso.

I Principi e le Linee guida

Il Centro opera nel rispetto dei diritti fondamentali della donna che beneficia degli interventi a lei dedicati, con particolare riferimento all’uguaglianza e imparzialità, gratuità, continuità e regolarità nell’erogazione del servizio, efficienza ed efficacia, accessibilità e trasparenza del servizio, riservatezza e informazione.Per statuto l’Associazione, realizza iniziative culturali, sociali, aperta a tutte le donne, senza distinzioni religiose, etniche, politiche e sessuali. Ha come finalità quella di favorire la crescita di un soggetto femminile autonomo, che sia cittadina a tutti gli effetti, che si riconosca nei saperi e nelle culture femminili. Promuove campagne di sensibilizzazione e prevenzione per diffondere la conoscenza dei Centri antiviolenza, le loro metodologie, il problema della violenza alle donne e ai bambini/e, la cultura della differenza di genere. Organizza  o partecipa a convegni, dibattiti, cicli di seminari per approfondire la tematica della violenza e per incidere sull’opinione pubblica, sui mass media e sulle istituzioni.

Il Telefono Rosa di Treviso è inserito nella mappatura e riconoscimento dei centri antiviolenza effettuata dalla Regione Veneto. Fa parte della Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza ed opera secondo le finalità, gli obiettivi e le metodologie elaborate dai Centri antiviolenza in Italia e sui principi previsti dalla legge Regione 5/2013:

  • Offre uno spazio aperto a tutte le donne senza distinzioni religiose, etniche, politiche e sessuali, con la finalità di favorire la crescita di un soggetto femminile autonomo, che sia cittadina a tutti gli effetti, che si riconosca nei saperi e nelle culture femminili;
  • si riconosce nell’ottica della differenza di genere, che ritiene la violenza alle donne una violenza che ha radici nella disparità di potere tra i sessi;
  • gestisce l’accoglienza telefonica e diretta di donne che hanno subìto violenza;
  • offre consulenza legale, psicologica e partecipazione al gruppo di mutuo autoaiuto;
  • svolge attività prevalentemente rivolta a contrastare tutte le forme di violenza (fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking)
  • realizza quella metodologia di accoglienza e consulenza specialistica che si basa sulla relazione tra donne e che implica un positivo rispecchiamento del proprio genere, cioè un riconoscimento reciproco delle proprie competenze e del proprio valore ed un rimando alle donne della forza del nostro progetto che possa contrastare il senso di impotenza che spesso si prova in queste situazioni.
  • fornisce informazioni legali e consulenze psicologiche circa i diritti, le risorse e le strategie al fine di restituire alle donne autonomia e consapevolezza aiutandola ad uscire dalla situazione di violenza e maltrattamento;
  • rileva i bisogni formativi interni e quelli della rete territoriale, scaturiti dalla necessità di aumentare e scambiare conoscenze e di far circolare metodologie ed esperienze sulla lotta e prevenzione della violenza.
  • Raccoglie e mette a disposizione materiali, documenti , libri sulla tematica contro la violenza delle donne, predispone ogni anno un report annuale sugli accessi delle donne , sul fenomeno presente in provincia e sugli interventi effettuati e sulle sinergie con la rete territoriale dei servizi.
  • Collabora con le scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia nell’ambito di progetti della scuola sul tema della violenza contro le donne, e offre percorsi formativi per gli studenti/esse degli ultimi anni delle scuole di secondo grado su tematiche di sensibilizzazione al fenomeno della violenza e su temi relativi alle emozioni/affettività e relazioni adeguate tra donna e uomo.

Le Risorse

L’Associazione trae le risorse economiche per il proprio funzionamento e per lo svolgimento delle prestazioni e attività da :

  1. Contributi istituzionali derivanti da bandi regionali o degli enti locali
  2. Entrate derivanti da attività come progetti, formazione verso altri operatori e enti
  3. Donazioni liberali e donazioni derivanti dal 5xmille
  4. Donazioni derivanti da altre Associazioni per iniziative di sostegno all’attività del Centro.

Dove Siamo e come accedere

Il centro è in Via Roma n.20, 31100 Treviso (in centro città , di fronte alla stazione ferroviaria)

Si accede negli orari di apertura : da Lunedi a venerdì 9.30/12.30 – 15.30/18 o telefonando al numero 0422583022  per fissare un primo  appuntamento, risponde un’ operatrice che aiuta la donna a chiarire la domanda, fornisce indicazioni sul percorso da intraprendere, dà informazioni sui servizi del Centro antiviolenza e su quelli pubblici, fissa  gli appuntamenti . Le consulenze legali o psicologiche vengono erogate dopo il primo colloquio di accoglienza, sempre su appuntamento. Il centro è collegato con il numero verde nazionale 1522. Tutte le informazione possono essere anche reperite nel sito internet : www.telefonorosatreviso.it.

I Servizi del Centro antiviolenza denominato Associazione  Telefono Rosa di Treviso  e modalità di funzionamento:

L’attività si caratterizza per alcuni principali servizi che sono interamente gratuiti: è prevista la compilazione da parte dell’ operatrice all’accoglienza  di un foglio di rilevazione dati anagrafici e caratteristiche relative alla donna e alla sua storia, il motivo della richiesta e la problematica presentata. La scheda è anche uno strumento dove vengono , dalle operatrici e consulenti che hanno in carico la donna, inseriti e monitorati tutti gli interventi che le vengono offerti e viene utilizzata per predisporre il report annuale sugli accessi e sugli interventi effettuati. Il trattamento dei dati riguardanti le donne accolte dal servizio è ispirato al rispetto della riservatezza delle informazioni secondo quanto previsto dal D.L.196 del 30/giugno 2003, la scheda non è un documento pubblico.

  1. Colloqui di accoglienza e prima informazione
  2. Consulenza informativa legale
  3. Consulenza psicologica e percorsi psicoterapeutici di sostegno
  4. Gruppo di automutuoaiuto
  5. Rete con  i servizi del territorio
  1. Il colloquio di accoglienza ed informazione è il servizio di primo contatto con l’utenza femminile, a cui rispondono operatrici e/o volontarie, con specifica formazione sulla metodologia dell’accoglienza. L’ azione del Telefono si articola in varie fasi, che iniziano con la comprensione o chiarificazione della richiesta da parte di chi chiama, azione di filtro per orientare e indirizzare la donna ai servizi interni all’associazione, attraverso le tipologie di consulenza quali i colloqui psicologici, l’informazione legale, sostegno ed accompagnamento ai servizi del territorio quali Forze dell’Ordine e Servizio socio-sanitari. Tali consulenze prevedono la presenza dell’operatrice dell’accoglienza che svolge una funzione di accompagnamento, sostegno e mediazione nell’usufruire di un servizio specialistico interno.
  2. La consulenza informativa legale, effettuate da avvocate sia esperte diritto civile che penale, fornisce un primo approccio informativo legale in base alla problematica della violenza che la donna porta. Vengono date informazioni sui suoi diritti, sulle procedure per avviare la denuncia, sui risvolti giuridici in caso di presenza di figli minori o diversamente abili, sulle opportunità del patrocinio gratuito e sulle procedure burocratiche in caso di separazione/divorzio. La consulenza legale è orientata a far acquisire alle donne consapevolezza dei suoi diritti e acquisizione competenze relative all’orientamento verso le risorse territoriali  aumentando la conoscenza di come può essere aiutata dai servizi. Si prevedono fino a tre consulenze legali.
  3. La consulenza psicologica e il percorso psicoterapeutico di sostegno, effettuate da psicologhe anche psicoterapeute con formazione specifica sulla violenza, è volta a ricostruire il vissuto portato dalle donne per aiutarle a ridefinire e nominare la violenza in un ottica di cambiamento, far emergere punti forti e individuare strategie di superamento o fronteggiamento della propria situazione. Si prevedono almeno tre colloqui. Il counseling psicologico si configura come un intervento di sostegno prolungato nel tempo che aiuti la donna a ricostruire il proprio percorso di vita introducendo nuove risorse e individuando un nuovo progetto personale di vita. L’obiettivo è quello di diminuire lo stato di disagio delle donne che si rivolgono al servizio con conseguente miglioramento della loro qualità esistenziale e della loro partecipazione alla vita sociale. Favorire la crescita della consapevolezza identitaria e valoriale e della capacità di elaborazione dei propri vissuti, attivare percorsi di “empowerment”, ovvero acquisizione di autostima, di autonomia. Il percorso viene concordato e definito con la donna.
  4. Il gruppo di mutuo autoaiuto, è uno strumento a disposizione di tutte le donne che vogliono confrontarsi con altre donne che hanno vissuto su di sé la problematica della violenza, condividerne il percorso di uscita, affrontare quanto hanno subito raccontandosi e rispecchiandosi l’una nell’altra, creare una rete di sostegno al femminile, progettare nuovi percorsi personali, non sentirsi più sole ma accolte anche nella loro fragilità. L’attività del gruppo è quindicinale, è un gruppo aperto è sempre coordinato da una operatrice formata nel ruolo di facilitatrice.
  5.  La rete con i servizi del territorio è costituita dalle relazioni costanti e permanenti con i Servizi sociali dei Comuni di residenza delle donne, i servizi consultoriali ,con gli Sportelli donna dei Comuni, con le Forze dell’ordine della Polizia e dei Carabinieri. Tale rete è anche sottoscritta con protocolli d’intesa  e convenzione (ULSS N.9 – Distretto Sud e Spazio Donna del Comune di Treviso). Tali protocolli e convenzioni consentono un accesso prioritario ai servizi consultoriali di psicoterapia e una presenza mensile nello Spazio donna per una prima informazione. Il lavoro di rete si sviluppa sulla definizione di procedure certe e condivise per invii e prese in carico con i soggetti istituzionali di riferimento. Realizzazione di programmi integrati individualizzati, in collaborazione con la rete pubblico-privato sociale. Aumento della sensibilità sociale e della conoscenza sulle problematiche e sulla rilevanza del fenomeno del maltrattamento fisico, psicologico, sessuale, economico.

La rete è anche costituita dalla partecipazione del Centro antiviolenza al Tavolo Tecnico contro la violenza sulle donne  della Prefettura di Treviso attivato dal 2010 con un protocollo d’intesa tra servizi territoriali ULSS, Comuni, Associazioni. L’apertura (2015) di altri tre centri antiviolenza nella provincia consentirà di elaborare strategie d’intervento comuni e più capillari, volti ad intercettare le situazioni di violenza e maltrattamenti riuscendo a dare una risposta più ampia. Per quanto riguarda i Minori e la violenza assistita si opera in sinergia con le strutture sociosanitarie preposte per gli interventi su questo target.

L’attività di sensibilizzazione e conoscenza del fenomeno viene realizzata in collaborazione con le scuole della provincia che ne fanno richiesta su un progetto formativo/educativo per gli studenti e studentesse elaborato dal Centro.

Professionalità

Le operatrici e le volontarie hanno sviluppato competenze professionali attraverso la formazione, la supervisione, gli stage di formazione e tramite l’esperienza diretta di ascolto, accoglienza e relazione con le donne che hanno contattato il servizio del Telefono Rosa di Treviso. Sono inoltre tenute a partecipare al lavoro di supervisione continuo, ai corsi di aggiornamento e agli incontri bimensili di supervisione in base al proprio ruolo.

La consulenza informativa legale e la consulenza psicologica è svolta da professioniste qualificate e di consolidata esperienza, che operano all’interno dell’Associazione da almeno 5 anni  e che sono regolarmente iscritte ai rispettivi Albi Professionali.

Procedure per assicurare la tutela delle utenti

  1. La tutela della privacy è  attuata secondo le modalità di legge
  2. La garanzia di anonimato e riservatezza.
  3. L’avvio di azioni, che riguardano la donna, hanno inizio solo dopo il suo consenso.